Il Centro internazionale di Studi "Riccardo Zandonai" è attivo dal gennaio 2010, cresciuto a partire da una consolidata esperienza del Laboratorio Permanente "R.Zandonai" nato entro la Biblioteca Comunale "G.Tartarotti" di Rovereto che conserva la maggior parte dei materiali del musicista (partiture, lettere, testimonianze, stampa d'epoca, oggettistica).

Finalità del Centro Studi è garantire sistematicità e risorse alla ricerca sull'opera di Riccardo Zandonai e alla sua promozione, lavorando anche sul contesto musicale del primo Novecento.

 

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Nel panorama culturale che vede la riscoperta e la rivalutazione delle opere del noto musicista roveretano Riccardo Zandonai  (1883-1944)  è stato possibile scoprire l'influsso della cultura iberica in una parte del suo percorso artistico.

Il viaggio che fece Zandonai in Spagna e le sue emozioni sono evidenziate in una lettera del 1909 inviata al suo editore: ”sono a Sevilla da quattro giorni e da quattro giorni non vivo più, sogno! Questo paese ha del meraviglioso e l’impressione che io ne ho ricevuto è enorme! tutto è musica quì”.

Il coreografo danzatore andaluso Miguel Angel Espino, forte di una grande esperienza artistica e professionale, affronta le tre parti musicali, di varia complessità, che compongono il Concerto Andaluso (1934).
Ne nasce uno spettacolo che affronta nella prima parte la musica del concerto stesso mentre nella seconda fa rivivere al pubblico quelle emozioni che Zandonai stesso può aver vissuto immergendosi nel cante, nella guitarra, nel baile flamenco.
Sul palcoscenico Miguel Angel e Charo Espino, voce di Momi de Cadiz, alla chitarra Antonio Espanadero, alla percussione Rafael Garcia Fontaina.
Il “cuadro flamenco” è composto da alcune danzatrici della Peña Andaluza di Rovereto con Adriana Grasselli e di Zambramora di Ancona con Michela Fossà.